In quali lingue tradurre il sito web dell'azienda?
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Quante lingue parla il web? In quali lingue tradurre il sito web? In OT i risultati della ricerca T-Index

Quante lingue parla il web? In quali lingue tradurre il sito web? In OT i risultati della ricerca T-Index

Quali mercati offrono il maggior potenziale per vendere online?

In quali lingue conviene tradurre il sito web dell’azienda e il proprio e-commerce?

Sono le domande che da sempre in OT ci poniamo e ci pongono i nostri clienti, soprattutto quelli che con noi realizzano e-commerce BtoC, con un pubblico potenzialmente globale.

Sul web, si sa, la strategia è tutto e i mercati di riferimento sono individuati da OT al fianco dei propri clienti, in modo accurato sulla base delle strategie aziendali, del piano industriale, delle zone commerciali coperte da servizi after-sale e dal supporto. Le variabili, in sostanza, sono tante, ma…

-       Quali quote di mercato corrispondono alle diverse lingue?

-       E quali regioni vengono coperte da ogni singola lingua?

A queste domande, risponde ogni anno la ricerca “T-Index” di Translated.net. Una ricerca che mette a sistema il numero di utenti internet di ogni paese del mondo grazie a i dati di  Internet World Stats con la popolazione totale di ogni paese estratta dal  World Factbook della CIA (Central Intelligence Agency), con i dati del PIL (prodotto interno lordo) pro capite ricavati dal World Economic Outlook Database del Fondo Monetario Internazionale ed il grado di accesso alle informazioni online di ogni paese rilevato sui dati dell’organizzazione internazionale non governativa Reporter senza frontiere.

Il risultato? Un quadro completo di quante persone si raggiungono con ogni lingua, in quali paesi e con quale ricchezza a disposizione. E non mancano le sorprese.

Osservando la classifica per paese, sono 6 i paesi con cui un sito ben localizzato è in grado di raggiungere il 50% del potere d’acquisto online a livello mondiale: Stati Uniti (19,4%), Cina (15,3%), Giappone (5,2%), Germania (4,1%), India (3,5%) e Russia (3,4%).

Se parliamo di lingue e non di paesi, invece, sono sufficienti 3 lingue: Inglese (31,3%), cinese semplificato (15,4%)e Spagnolo (7,1%), che insieme coprono ben 83 paesi e il 50% del potere d’acquisto a livello mondiale, pari a poco più di 1 miliardo e mezzo di utenti. Il salto per arrivare a coprire l’80% del potere d’acquisto online mondiale, pari a 2,3 miliardi di utenti, è a sole 6 lingue: il Giapponese (5,2%), il Tedesco (4,9%), l’arabo (4,5%), il francese (4,1%), il Russo (4%) e il Portoghese (3,6%).

Per quanto riguarda l’Italia, il nostro paese rappresenta il 2% del mercato mondiale degli acquisti online (al decimo posto in classifica a pari merito con Messico) e un sito solo in Italiano raggiunge il 2,1% del cyber-shopping, pari a poco più di 36 milioni di utenti.

Per finire, non potevano mancare le previsioni. T-Index stima infatti le lingue in ascesa e le lingue in caduta libera sul web, in base ai cambiamenti geo-demografici nel mondo. Sono l’arabo, il russo e il portoghese le tre lingue in ascesa e che nel 2018 avranno totalizzato tutte un sensibile +0,6% a scapito soprattutto di un crollo del Giapponese che passerà dal 5,2% attuale al 3,8% del 2018 e del tedesco che totalizzerà un – 0,8% nei prossimi tre anni.

Che dire, tanti numeri, ma un messaggio principale: la scelta delle lingue con cui produrre il proprio sito web o il proprio e-commerce non è scontata: talvolta è sorprendente il numero di persone che si possono raggiungere con poche traduzioni.

TITOLO MAPPA

T-Index è un valore percentuale che indica la quota di mercato detenuta da ciascun paese su Internet. Più alto è il valore T-Index, più è alto il potenziale di vendite on-line dei paesi.